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La parola all’esperto: Giada Giudice racconta “L’arýballos”

Quinto appuntamento con La parola all’esperto, rubrica del Museo Nazionale Jatta in cui studiosi, ricercatori e docenti ci conducono alla scoperta di dettagli e storie dei reperti del Museo.

 

Giada Giudice, ricercatrice di archeologia classica presso Margo Tytus Fellow – Cincinnati, racconta:

L’arýballos è un piccolo vasetto di forma globulare, con cortissimo collo e piccolo orlo piatto, fornito di un’ansa minuscola, tipico della ceramica prodotta nella città greca di Corinto.

Arýballos globulare corinzio (inv. 36117 – J 1605)

L’arýballos era usato per contenere unguenti e olii profumati e gli atleti lo utilizzavano durante il bagno e per prepararsi alle gare, come rappresentato in molte scene dipinte sui vasi.

Scena di palestra dipinta sul lato secondario di un cratere a colonnette apulo a figure rosse (inv. 36723 – J 406). Alcuni atleti si detergono dal sudore e dagli unguenti con lo strigile, un ragazzo regge nella mano destra un arýballos.

Scena di palestra rappresentata sul lato secondario di una pelìke apula a figure rosse (inv. 35421 – J 654). Un giovane regge uno strigile, uno si appoggia ad un bastone e uno porta un arýballos.

Humphrey Payne, uno dei più importanti studiosi di ceramica corinzia, ricorda nel suo volume Necrocorinthia, pubblicato ad Oxford nel 1931, che un arýballos, al momento del suo rinvenimento in Sicilia, emanava ancora un forte profumo.

Secondo alcuni, il profumo contenuto all’interno di questi vasetti sarebbe stato aromatizzato all’essenza di iris, come ricordato dall’erudito latino Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia (XIII, 5).

L’arýballos corinzio della Collezione Jatta è stato attribuito all’Officina del Gruppo della Liebighaus, attiva nella prima metà del VI secolo a.C. a Corinto.

Viene classificato fra i cosiddetti unguentari quadrifoglio (quatrefoil aryballoi) per la sua decorazione. Il corpo del vasetto è decorato da un trofeo vegetale composto da quattro petali, suddipinti in colore paonazzo e raccordati lateralmente da due elementi romboidali reticolati e al centro da una fascia a vernice bruna.