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La parola all’esperto: Carmela Roscino racconta EASTER EGGS – Uova di Pasqua

Quarto appuntamento con La parola all’esperto, rubrica del Museo Nazionale Jatta in cui studiosi, ricercatori e docenti ci conducono alla scoperta di dettagli e storie dei reperti del Museo.

 

Carmela Roscino, professore associato di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, racconta

EASTER EGGS – Uova di pasqua

Un ramo di ulivo alternato a strane “uova” decorate: che motivo insolito!

Ma…è un “vaso di Pasqua“?!

Non esattamente, ma questa decorazione è davvero rara e i suoi esempi più antichi si possono ammirare proprio al Museo Nazionale Jatta!

Il motivo adorna il coperchio di un piccolo vaso a figure rosse di produzione apula, una pisside, destinata a contenere gioielli o cosmetici e, dunque, di uso prettamente femminile.

Per via della forma della coppa sottostante, simile a quella di uno skyphos (la più comune tazza per bere), questo tipo di pisside viene detto anche “pisside schifoide”.

Al Museo Nazionale Jatta ne sono conservati due esemplari completi, più un coperchio isolato, esposti in una vetrina del Museo e tutti provvisti della stessa decorazione!

Non conosciamo con certezza la provenienza di questi reperti, anche se è assai probabile che essi abbiano fatto parte di corredi funerari rinvenuti nelle tombe di Ruvo.

Possiamo presumere che le pissidi siano state dipinte da uno stesso artigiano – il Pittore di Zaandam – , specialista nella decorazione di piccoli vasi, che lavorava nella bottega del più importante ceramografo tarantino della metà del IV secolo a.C., il Pittore dell’Ilioupérsis.

Questi vasetti erano quindi verosimilmente destinati ad accompagnare la sepoltura di donne: non a caso, su un lato del corpo delle pissidi è sempre raffigurata una donna seduta, giovane, bella e ingioiellata, che regge in mano simboli nuziali o di seduzione (corone di mirto, pianta sacra ad Afrodite, o specchi) e, sul lato opposto, un Eros o un giovane satiro, rimandi alle credenze orfiche e dionisiache di sopravvivenza dopo la morte.

A ciò alludono anche le uova offerte da alcune di queste figure: speranza di rinascita in una dimensione nuova e più felice secondo i rituali forse richiamati anche dalla singolare decorazione a festa sui coperchi, unica nel suo genere.

Facciamoci caso, quando torneremo a visitare il Museo Nazionale Jatta!