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La visione ultraterrena di Dante: i personaggi storici del Castello di Bari nella Divina Commedia

Dal 25 al 31 Marzo 2021

Il viaggio ultraterreno di Dante Alighieri raccontato nella sua opera più nota, la Divina Commedia, annoverata fra le più importanti opere della letteratura di tutti i tempi, ha inizio il 25 marzo e si svolge nell’arco di una settimana. Attraverso un percorso allegorico di salvezza e di riscoperta della luce, Dante si fa attore e giudice, collocando nei tre regni ultraterreni una moltitudine di personaggi noti della storia del passato e del suo presente. Presentare anime che son di fama note è la tecnica che Dante usa per colpire il lettore, cosicché gli episodi del suo viaggio edificante siano di forte impatto, come il poeta stesso svela in alcuni versi del Paradiso:

Però ti son mostrate in queste rote,
nel monte e ne la valle dolorosa,
pur l’anime che son di fama note,

che l’animo di quel ch’ode, non posa
né ferma fede per essempro ch’aia
la sua radice incognita e ascosa

né per altro argomento che non paia.

(Paradiso, canto XVII, vv. 136-142)

Il Sommo Poeta non lesina dure invettive né momenti di commossa pietà verso le anime che incontra; non di rado, Dante non marchia per la loro empietà le anime relegate all’Inferno, ma ne esalta alcuni aspetti che portano il lettore a meditare sulla complessità morale della natura umana.
Per celebrare i 700 anni della poesia di Dante, il Castello svevo di Bari pubblicherà, dal 25 al 31 marzo, dei post di approfondimento sulla pagina ufficiale facebook (https://www.facebook.com/ilcastellosvevodibari/), per scoprire la posizione riservata ai personaggi che hanno avuto un ruolo nella storia del monumento, dal profondo degli inferi con il toccante episodio del consigliere di Federico II, Pier delle Vigne, ad uno dei cieli più alti con il ricordo del magnanimo Guglielmo II.

Busto di Pier delle Vigne (copia in gesso)