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Museo Archeologico Nazionale – Canosa di Puglia

Canosa di Puglia

Il Museo

Dal 1994, a seguito di una convenzione tra l’allora Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e la Fondazione Archeologica Canosina, il Museo è ospitato in un edificio risalente al XIX secolo, Palazzo Sinesi. L’edificio, inizialmente destinato a deposito dei reperti provenienti dall’area urbana e dal territorio di Canosa ed a sede di mostre temporanee, dal 2015, con l’istituzione del Polo Museale, è diventato sede del Museo Archeologico Nazionale.
L’esposizione attuale, rinnovata nel 2018, illustra con apparato segnaletico e didattico in italiano e inglese, uno spaccato della società canosina tra età arcaica ed ellenistica, uno dei momenti di maggior rilevanza nella millenaria storia della città.

La Storia

Phiale apula

Dettaglio di phiale apula a figure rosse: Amazzone che guida una quadriga (fine IV secolo a.C.)

Occupata sin dall’età del Bronzo, Canosa consolida la sua posizione tra VII e VI secolo a. C., fino a diventare insieme ad Arpi, uno dei centri più importanti della Daunia. Tra IV e III secolo a.C. testimonianza della sua prosperità è offerta dalle tombe a camera, utilizzate dalle famiglie dell’élite indigena, e dai loro ricchi corredi.

Alleata con Roma dal 318 a.C. subisce un lento processo di romanizzazione, divenendo nel I secolo a.C. municipio e specializzandosi nella produzione della lana. A metà del II secolo d.C., con la trasformazione in colonia, la città si dota di importanti opere pubbliche.

In età tardoantica accresce la sua preminenza in quanto sede dei governatori della provincia dioclezianea di Apulia et Calabria e di una importante diocesi. Sabino, potente guida della chiesa canosina nel pieno VI secolo, si fa promotore di un’intensa attività di costruzione e ristrutturazione di edifici di culto distribuiti intorno alla città in modo da creare una cinta protettiva.

L'Edificio

Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia - Interni

Museo Archeologico Nazionale di Canosa di Puglia - Interni

Costruito nell’ultimo decennio del XIX secolo, Palazzo Sinesi è dotato di 8 sale espositive e di vari ambienti al piano terra e al piano interrato destinati al deposito di materiale archeologico per una superficie di circa 700 mq.

La Collezione

La collezione è composta da manufatti provenienti dai corredi di tombe arcaiche e ricchi ipogei ellenistici, che testimoniano usanze e mentalità della società canosina e l’elevata qualità dell’artigianato locale tra il VI ed il III secolo a.C.

Nella prima sala dell’Ariete sono esposti i vasi di produzione subgeometrica daunia realizzati a Canosa in età arcaica, rinvenuti, insieme a metalli ed ambre che attestano la presenza di scambi e commerci, nelle tombe di Vico Pasubio e via Legnano (VI – V sec. a.C.)

Nella seconda sala dei crateri trovano posto i corredi riferibili ad alcune deposizioni dell’Ipogeo di Vico san Martino (IV-II sec. a.C.) composti da ceramica apula a figure rosse e altri beni di prestigio quali armi e metalli.

Le sale successive sono dedicate al ricco corredo dell’ipogeo Varrese, una delle più importanti tombe a camera di Canosa, appartenuta per varie generazioni ad una famiglia di spicco del ceto abbiente. Tra i materiali si segnalano, oltre ai vasi apuli a figure rosse caratterizzati da dimensioni monumentali, dalla ricchezza decorativa delle raffigurazioni e dall’impegno narrativo delle scene, un importante nucleo di vasi policromi e plastici detti canosini, caratterizzati da immagini dipinte a tempera con una vasta scelta di colori, tra cui predomina il rosa, e dalla presenza di elementi decorativi applicati.

  • Corazza in bronzo

    Corazza in bronzo

    Corazza del tipo anatomico lungo, composta da due valve unite da cerniere. Le due valve riproducono con dovizia di particolari la possente muscolatura maschile (metà del IV secolo a.C.)

  • Phiale apula a figure rosse

    Phiale apula a figure rosse

    Phiale apula a figure rosse con la rappresentazione di Andromeda incatenata e di Niobe pietrificata attribuita al Gruppo del Pittore di Arpi (315-300 a.C.)

  • Askòs policromo e plastico

    Askòs policromo e plastico

    Askos dalla ricca decorazione plastica e policroma, con testa femminile in rilievo e cavalli alati dipinti sui fianchi, sormontato da una figura maschile dal corpo serpentiforme e due teste di cigno (fine del IV sec. a.C.)

Indirizzo

Via Kennedy, 18
70053 Canosa di Puglia

Proprietà

Ente MiBAC

Tipologia

Museo, galleria non a scopo di lucro e/o raccolta

Informazioni

Direttore: Anita Rocco
+39 0833 664716
pm-pug.museocanosa@beniculturali.it
Carta dei servizi

Maggiori informazioni

Informazioni

Orari di apertura

Lunedì: chiuso
Martedì: 9.00 – 19.45
Mercoledì: 9.00 – 19.45
Giovedì: 9.00 – 13.45
Venerdì: 9.00 – 19.45
Sabato: 9.00 – 19.45
Domenica: 9.00 – 13.45

Altre informazioni: Il Museo effettuerà apertura straordinaria al pubblico dalle ore 9.00 alle 13:45 nelle giornate di lunedì 1 e 8 aprile 2019. Per i gruppi superiori alle 20 persone è richiesta la prenotazione della visita (servizio prenotazioni: 0883 664716 / pm-pug.museocanosa@beniculturali.it)

Indirizzo

Via Kennedy, 18
70053 Canosa di Puglia

Come arrivare

In treno, da Barletta prendere il treno regionale linea Barletta – Canosa di P. – Spinazzola. L'aeroporto più vicino a Canosa di P. è qiello di Bari Palese. In autobus Canosa di P. è servita dalle linee extraurbane Marino, S.T.P. e Marozzi.

Contatti

+39 0833 664716
pm-pug.museocanosa@beniculturali.it

Biglietto intero

Gratuito

Prenotazione

Facoltativa